Villa Foscarini Erizzo

Ultima modifica 26 novembre 2021

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E' l'edificio principale del paese sia per il suo interesse storico-artistico che per la destinazione istituzionale.

In origine era la residenza estiva della famiglia veneziana dei Foscarini da San Stae e fu costruito probabilmente nella seconda metà del Cinquecento. Come ogni residenza di villa dei patrizi veneziani il complesso era composto da un edificio domenicale, da due barchesse laterali e, nella parte posteriore da un brolo ed un piccolo giardino. Con gli anni, il giardino venne ampliato e, nel corso del Settecento, esso raggiunse un'estensione ragguardevole.

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In questo palazzo morì nel 1763 il grande doge e storico Marco Foscarini, una delle figure più importanti sul piano politico e culturale del Settecento veneto. Il suo segretario, Gasparo Gozzi, scrittore e poeta, vi soggiornò a lungo.

Nei primi anni dell'800 il palazzo divenne poi proprietà di Andrea Erizzo, che vi apportò delle trasformazioni nell'assetto architettonico e negli edifici annessi.

Fu infine proprietà dei Serravalle, prima di essere acquisito nel 1876 dal Comune che ne fece la propria sede municipale. Nel frattempo il giardino era stato distrutto e le statue che lo ornavano furono trasferite all'entrata del nuovo foro boario.

 

Un po di storia.........

Il rapporto tra i Foscarini, l'aristocratica famiglia veneziana, e Pontelongo si protrae per più di tre secoli, plasma la fisionomia della riva sinistra del Bacchiglione, lascia in eredità la villa Foscarini Erizzo, oggi sede municipale,  oggetto di un restauro radicale (concluso nel 2006).  Insieme al ponte, la villa costituisce il "logo" ideale del paese.

La villa, fatta costruire intorno al 1570 da Nicolò Foscarini da San Stae, fungeva contemporaneamente da luogo di villeggiatura, da azienda agricola e sede di promozione di attività "industriali", ad esempio una fabbrica per la lavorazione del corallo, allora pescato in Dalmazia, promossa dal doge Marco Foscarini. Dal punto di vista strutturale e architettonico, l'edificio ripropone in pianta lo schema della casa veneziana (un salone centrale con le stanze laterali); si componeva di un edificio dominicale, di due barchesse laterali e, nella parte posteriore, di un brolo e di un piccolo giardino. Con gli anni, il giardino venne ampliato fino alla Schilla. Nella villa pontelongana il grande doge Marco Foscarini morì nel 1763. E qui soggiornò, lavorò e organizzò manifestazioni e rappresentazioni Gasparo Gozzi, scrittore, poeta e segretario del doge Marco.

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Quando, agli inizi del 1800, gli eredi dei Foscarini decidono di vendere la villa ad Andrea Erizzo, importante uomo politico veneziano ambasciatore alla Corte di San Pietroburgo e Provveditore generale straordinario con vigilanza sul Polesine, il Padovano, il Vicentino e il Bassanese, la villa Foscarini comprendeva una serie di beni: il corpo dominicale con le due barchesse, l'oratorio, la scuderia, le rimesse con fienili e granai, altre adiacenze ad uso del giardiniere, il giardino con le cedraie, il bosco, la peschiera, la montagnola, e beni costituiti dalle numerose case con botteghe lungo la strada che costeggia il fiume. Sono botteghe occupate da artigiani locali: il fabbro, il calzolaio, il cappellaio, rivendite di generi alimentari, alcuni caffè.

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Nel 1809 Andrea Erizzo, ritiratosi cinquantenne a vita privata dopo una notevole carriera politica al servizio della Serenissima, acquistata la villa dagli eredi dei Foscarini, mise mano ad opere di trasformazione nell'assetto architettonico e negli annessi. Si procedette, anzitutto, ad un rifacimento in stile neoclassico, mantenendo le semicolonne ioniche ma interponendo un piano attico tra la trabeazione e il timpano; e furono decorate con stucchi le sale del piano nobile, con pitture murali le stanze del primo piano e le pareti esterne dell'edificio. Se le decorazioni esterne sono ormai illeggibili, si possono tuttavia ammirare quelle interne, in particolare quella del soffitto del salone e quelle della "stanza di Apollo".

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Nel breve arco di qualche decennio, la villa passò prima nella mani dei fratelli Serravalle e poi, nel 1876, fu acquistata dal Comune che la destinò a municipio. I ripetuti passaggi di mano, con relativi frazionamenti e negligenze nella manutenzione degli stabili, hanno causato la perdita delle pitture esterne, dell'oratorio adiacente, del grandioso giardino settecentesco le cui statue furono trasferite allentrata del Foro Boario, dove ancora si trovano: sui cancelli a fianco dell' attuale ex cinema Italia. Le due barchesse sono, oggi, adibite ad altro uso, l'una a edificio per la scuola media e l'altra per servizi pubblici (ufficio postale, alcuni uffici comunali).

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Per approfondimenti vedi:

  •   Andrea Nante: Villa Foscarini Erizzo a Pontelongo, editrice La Galiverna, 1999